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DBA Group Albania: costruiamo le infrastrutture che collegheranno l’Albania all’Europa

DBA Group Albania: Giuseppe De Marchi racconta la sede albanese del gruppo trevigiano. Da zero a 40 professionisti in tre anni, metà donne, e un ruolo strategico nella modernizzazione infrastrutturale dei Balcani.
Sommario
Intervista in Italiano
Intervista in albanese
DBA Group Albania (In Sintesi)
- DBA Group → Gruppo italiano di ingegneria e consulenza, fondato nel 1991 a Villorba (TV). Oltre 1.000 professionisti, 25 sedi, 8 Paesi, 115 milioni di fatturato
- DBA PRO Albania → Società operativa a Tirana, fondata a febbraio 2022. Da 0 a 40 professionisti in tre anni
- Equilibrio di genere → 50% donne, 50% uomini. La responsabile della sede albanese è un ingegnere donna
- Competenze → Ingegneri meccanici, elettrici, civili, strutturisti, architetti, sviluppatori software
- Presenza nei Balcani → Albania, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia, Montenegro, Macedonia del Nord
- Acquisizioni strategiche → Actual (2015), Itelis (2017), Unistar (2019), Corkom (2024) — società slovene con sedi balcaniche, polo ICT del gruppo
- Infrastrutture chiave Albania → Corridoio 8 (Durazzo-Mar Nero), porto di Durazzo, aeroporto di Tirana, nuovo aeroporto di Valona, elettrodotto Italia-Albania (investimento circa 1 miliardo di euro)
- TEN-T → Trans European Network Transportation, la rete logistica europea in cui l’Albania entrerà con l’adesione UE
Quando si guarda l’Albania che cambia, i grattacieli di Tirana, i resort sulla riviera, i cantieri ovunque, si vede la superficie. Ma un Paese non funziona senza le basi: le reti, l’energia, le connessioni. Chi le progetta?
Negli uffici di DBA Group a Tirana, Giuseppe De Marchi ci accoglie con la concretezza di chi è abituato a ragionare per progetti, non per slogan. È lui che ha costruito questa sede da zero, in un Paese che tre anni fa per DBA era solo un’ipotesi su una mappa.
La soluzione a un problema diventa un’opportunità
La storia di DBA in Albania inizia nel modo più pragmatico possibile: con un problema di mercato. Fine 2021, l’Italia è nel pieno del Superbonus 110% e trovare ingegneri meccanici ed elettrici è diventato un’impresa. De Marchi e il gruppo cercano una soluzione, e guardano verso un Paese vicino per storia, cultura e geografia.
“Abbiamo fatto un’indagine di mercato per capire se l’Albania avesse le competenze che cercavamo,” racconta De Marchi. “Esito positivo. Da lì il gioco è stato relativamente semplice.” A febbraio 2022 nasce la società, a marzo la prima assunzione. A fine anno sono già in venti. Oggi sono quaranta.
Ma il dato che colpisce di più non è la velocità della crescita. È la sua composizione. Il cinquanta per cento del team è formato da donne. La responsabile della sede, è un’ ingegnera che oltre a dirigere l’ufficio lavora attivamente nel dipartimento strutture. Non è una politica di facciata: è il risultato di un mercato del lavoro albanese dove le donne nelle discipline STEM sono presenti e qualificate
Non solo ingegneri: come cresce un hub
Quello che era nato come risposta a un’emergenza contingente è diventato rapidamente qualcosa di più strutturale. Il ventaglio delle competenze si è allargato anno dopo anno: ai meccanici ed elettrici iniziali si sono aggiunti architetti, ingegneri strutturisti, ingegneri civili e sviluppatori software. La sede di Tirana non è più un’appendice operativa del gruppo, è un hub ingegneristico con una sua identità e una sua traiettoria di crescita.
De Marchi ci tiene a sottolinearlo, e si capisce che per lui è qualcosa di personale: “Ci piace pensare che stiamo dando la possibilità a bravi, giovani e talentuosi ragazzi di restare a casa e di evitare di migrare, come purtroppo negli anni trascorsi è successo.“
L’Albania ha perso centinaia di migliaia di giovani qualificati negli ultimi vent’anni, emigrati verso l’Italia, la Germania, il Regno Unito. Un’azienda che investe nella formazione locale e offre condizioni di lavoro con standard internazionali contribuisce concretamente a invertire una tendenza che ha impoverito il Paese per una generazione intera.
Le infrastrutture che l’Albania deve costruire
Il momento, spiega De Marchi, è unico. L’Albania sta vivendo una fase di modernizzazione infrastrutturale senza precedenti, spinta da due forze convergenti: la volontà di assumere un ruolo strategico in Europa e la necessità di allineare i propri standard ai parametri europei in vista dell’adesione all’UE, come abbiamo visto con il Presidente di Confindustria Albania Davide Rogai [qui la sua intervista]
L’elenco delle opere in corso o in progetto è impressionante. C’è il “Corridoio VIII“, l’asse logistico che collegherà il porto di Durazzo al Mar Nero passando per la Macedonia del Nord, un’infrastruttura che cambierà la posizione dell’Albania nella geopolitica dei trasporti europei. C’è il miglioramento del porto di Durazzo e dell’aeroporto di Tirana. C’è il nuovo aeroporto di Valona, che aprirà la riviera meridionale al turismo internazionale.
E poi c’è un progetto che De Marchi cita con particolare attenzione: l’elettrodotto che collegherà l’Italia all’Albania, un investimento di circa un miliardo di euro che permetterà all’Albania di fornire all’Italia energia da fonti rinnovabili, fotovoltaico ed eolico. Un Paese che fino a pochi anni fa importava energia potrebbe diventare un esportatore verso il suo principale partner commerciale.
“Questi settori corrispondono esattamente ai mercati primari di DBA,” sottolinea De Marchi. “Per noi è una grande opportunità essere oggi in questo Paese con le competenze giuste, che matchano con le opere infrastrutturali necessarie.“
DBA nei Balcani: una presenza che viene da lontano
L’Albania è l’ultimo tassello di una strategia balcanica che DBA costruisce da quasi vent’anni. La vocazione verso l’est è nel DNA del gruppo trevigiano: nel 2006 vincevano già la progettazione del primo lotto dell’autostrada Mosca-San Pietroburgo.
Da lì, un percorso di acquisizioni che ha portato il gruppo a costruire un polo ICT e ingegneristico significativo nella regione: Actual nel 2015, Itelis nel 2017, Unistar nel 2019 e Corkom nel 2024. Sono società slovene con sedi operative nei Balcani che oggi rappresentano una componente importante del fatturato di gruppo.
Ma l’Albania, chiarisce De Marchi, ha un ruolo diverso: non è un’acquisizione, è una costruzione da zero. La sede di Tirana è pensata per diventare l’hub ingegneristico da cui colmare il gap infrastrutturale non solo dell’Albania, ma anche del Montenegro e della Macedonia del Nord. L’intera area balcanica occidentale ha un ritardo enorme da recuperare per allinearsi all’Europa, e servono competenze ingegneristiche con matrice italiana per farlo.
L’Albania non si sente più in periferia
Quando gli chiedo cosa significhi l’ingresso nell’Unione Europea dal punto di vista infrastrutturale, De Marchi offre una lettura che va oltre il tecnico e tocca la geopolitica.
L’Albania, spiega, non vede l’adesione come un semplice passaggio burocratico. La vede come un posizionamento strategico. Con l’ingresso nell’UE, il Paese potrà entrare nella rete TEN-T, la Trans European Network Transportation, il sistema di corridoi logistici, energetici e di connettività che tiene insieme il continente europeo. Strade, ferrovie, porti, reti energetiche, infrastrutture digitali: tutto ciò che permette a merci, persone e dati di muoversi attraverso l’Europa.
“L’Albania non si sente più in periferia,” dice De Marchi. “Si ritiene la porta dell’Europa verso l’Oriente.“
È un’affermazione forte, ma se si guarda la geografia e i progetti in corso, il Corridoio VIII, l’elettrodotto con l’Italia, il porto di Durazzo, non è affatto priva di fondamento. L’Albania potrebbe diventare il nodo di connessione tra l’Europa occidentale e i mercati dell’est, esattamente come la Turchia lo è per l’Asia.
Il consiglio per chi pensa all’Albania
La domanda finale è quella che facciamo a tutti i nostri interlocutori: se un professionista o un’azienda italiana volesse intraprendere un percorso in Albania, quale consiglio darebbe?
De Marchi non ha dubbi: venire. Ma non per i costi bassi, per le persone.
“Quello che ho registrato e toccato in prima persona è una grande professionalità da parte degli albanesi. Sono colleghi fantastici, seri, professionali. Questo è il vero plus dell’Albania in questo momento.” E aggiunge qualcosa che va oltre la competenza tecnica: “C’è un grande impegno a crescere, a livello di competenze e di know-how.“
È una testimonianza che conferma quello che stiamo raccogliendo in tutte le nostre interviste per AltroStile Albania: chi lavora davvero con i professionisti albanesi ne esce con un rispetto che non si aspettava. Il pregiudizio si dissolve al primo progetto condiviso.
DBA Group è la dimostrazione concreta che investire in Albania non significa delocalizzare a basso costo. Significa costruire un hub di competenze ingegneristiche che lavora su infrastrutture strategiche per l’intero continente, con un team giovane, qualificato e, dato non trascurabile, per metà composto da donne. In un settore, quello dell’ingegneria, dove in Italia il gender gap è ancora un problema rilevante.
Le fondamenta di un Paese non si vedono. Ma senza di esse, tutto il resto, i grattacieli, i resort, il turismo, non regge. DBA sta costruendo quelle fondamenta. E lo fa, anche, da Tirana.
FAQ: DBA Group Albania
Cos’è DBA Group e cosa fa in Albania?
DBA Group è un gruppo italiano di ingegneria e consulenza fondato nel 1991 a Villorba (Treviso), con oltre 1.000 professionisti, 25 sedi e presenza in 8 Paesi. In Albania opera attraverso DBA PRO Albania, società fondata a febbraio 2022 a Tirana con 40 professionisti specializzati in ingegneria meccanica, elettrica, civile, strutturale, architettura e sviluppo software.
Quanti dipendenti ha DBA in Albania e qual è la composizione del team?
DBA PRO Albania ha 40 professionisti, con un equilibrio di genere del 50% donne e 50% uomini. La responsabile della sede è un ingegnere donna. Il team è cresciuto da zero a 40 persone in soli tre anni, dalla fondazione nel febbraio 2022.
Quali infrastrutture sta costruendo l’Albania per entrare in Europa?
Le principali opere infrastrutturali in corso includono il Corridoio VIII (asse logistico tra il porto di Durazzo e il Mar Nero), il miglioramento del porto di Durazzo e dell’aeroporto di Tirana, il nuovo aeroporto di Valona e l’elettrodotto Italia-Albania (investimento di circa 1 miliardo di euro per l’esportazione di energia da fonti rinnovabili).
Cos’è il TEN-T e perché è importante per l’Albania?
Il TEN-T (Trans European Network Transportation) è la rete europea di corridoi logistici, energetici e di connettività che collega i Paesi dell’UE per facilitare il trasporto di merci, lo sviluppo economico e lo spostamento delle persone. Con l’ingresso nell’UE, l’Albania potrà integrarsi in questa rete, posizionandosi come porta dell’Europa verso l’Oriente.
Perché un’azienda italiana di ingegneria dovrebbe guardare all’Albania?
Secondo Giuseppe De Marchi di DBA Group, il principale vantaggio è la qualità dei professionisti albanesi: giovani, qualificati, seri e con un forte impegno nella crescita delle competenze. L’Albania sta vivendo una fase di modernizzazione infrastrutturale senza precedenti, con opere che richiedono competenze ingegneristiche specializzate nei settori logistica, energia e connettività.

Patrizia Landini
Patrizia Landini è Giornalista di salute bioevolutiva, prevenzione e longevità.
Fondatrice e direttrice di AltroStile.net, testata giornalistica registrata (Tribunale di Vicenza, n. 01/2023). Creatrice e conduttrice di Equilibri Umani – Conversazioni per un Nuovo Benessere (2 stagioni, 80 episodi), in onda su ANITA TV e AltroStile.net. Life Coach Neurorelazionale e Nutrizionale (SIAF L.4/2013) e autrice de Il Codice del Benessere Quotidiano (Amazon). Da oltre 25 anni si occupa di salute bioevolutiva, medicina integrativa, prevenzione, nutrizione e comunicazione digitale.
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