

Come si fa a sentirsi a casa, in un’altra città? Un appartamento si trova e si arreda in pochi giorni. Sentirsi a casa chiede un altro tempo: una strada che smette di essere nuova, un saluto, un’abitudine. Me lo chiedo spesso, adesso che mi trasferisco a Tirana.
Sommario
Sentirsi a casa in un’altra città dipende poco dall’appartamento e molto dal tempo e dai legami, anche i più piccoli: una strada che smette di essere nuova, qualcuno che ti saluta senza che tu debba presentarti, un’abitudine che diventa tua. E soprattutto il momento in cui non devi più spiegare chi sei. Me lo sto chiedendo spesso, adesso che a novembre mi trasferisco a Tirana.
Una casa si arreda in pochi giorni

Quando si cambia città si pensa prima di tutto alla casa: trovarla, firmare il contratto, arredarla. È la parte più veloce. Una casa si arreda in pochi giorni, ma sentirsi a casa richiede un altro tempo, che non si compra e non si accelera.
Chi studia il legame con i luoghi lo conferma. In una rassegna di diverse centinaia di ricerche pubblicata nel 2011 sul Journal of Environmental Psychology, la psicologa Maria Lewicka indica la durata della residenza come il fattore che più costantemente fa crescere l’attaccamento al luogo in cui si vive, anche perché con gli anni crescono i legami del quartiere.
Anche le amicizie hanno i loro tempi. Secondo uno studio di Jeffrey A. Hall dell’Università del Kansas, presentato il 6 marzo 2018, servono circa 50 ore passate insieme per passare da conoscenti ad amici occasionali, circa 90 per diventare amici e più di 200 per un’amicizia stretta.
Il bar del mattino, una panchina: i luoghi che diventano nostri
Forse succede quando hai un’abitudine che ti appartiene: il bar del mattino, una panchina, un percorso che fai senza pensarci. Il sociologo americano Ray Oldenburg, nel libro «The Great Good Place» (1989), li ha chiamati terzi luoghi: oltre alla casa e al lavoro, sono i posti pubblici dove le persone si incontrano in modo regolare, volontario e informale, come i bar, i caffè, le botteghe.
A Tirana i bar non mancano. Secondo un’elaborazione del quotidiano Shqiptarja.com su dati Eurostat e INSTAT del 2020, pubblicata il 1° marzo 2023, l’Albania conta 547 bar e ristoranti ogni 100.000 abitanti: terza in Europa dopo Portogallo (718) e Grecia (709), davanti a Spagna (535) e Italia (451), con una media dell’Unione europea di 332. Il «record mondiale» di bar per abitante che si legge spesso, invece, non viene da una classifica ufficiale.
Qualcuno che ti saluta senza che tu debba presentarti
Contano anche i legami leggeri: il barista, la vicina, il giornalaio. Gillian Sandstrom ed Elizabeth Dunn, in uno studio pubblicato nel 2014 su Personality and Social Psychology Bulletin, hanno osservato che gli studenti si sentivano più felici e più parte del gruppo nei giorni in cui avevano parlato con più compagni di corso del solito. Anche i rapporti con semplici conoscenti risultano legati al benessere.
Lo psicologo Stanley Milgram, nel 1972, chiamava «estranei familiari» le persone che vediamo ogni giorno senza conoscerle davvero. Il giorno in cui una di loro ti saluta per prima, la città comincia a riconoscerti.
Non dover più spiegare chi sei
Credo che casa non sia solo un luogo: è il punto in cui ci sentiamo abbastanza al sicuro da essere noi stessi. Succede quando non devi più spiegare chi sei, quando puoi semplicemente esserci.
Per chi vive all’estero non è un traguardo scontato. Nell’indagine Expat Insider 2026 di InterNations, condotta su quasi 8.000 persone in 31 paesi e raccontata da Forbes il 24 luglio 2026, il 61% dice di sentirsi a casa nel paese che lo ospita, mentre solo il 39% trova facile fare amicizia con le persone del posto. L’Albania non è tra i paesi della classifica.
Gli italiani che hanno scelto l’Albania, intanto, sono sempre di più. Secondo l’istituto di statistica albanese INSTAT, a fine 2025 gli stranieri con un permesso di soggiorno erano 32.163, il 46,6% in più dell’anno prima. Gli italiani erano 4.065, la seconda nazionalità dopo il Kosovo.
Guarda l’episodio 3
E voi, cosa vi ha fatto sentire a casa?
Il mio momento lo sto ancora cercando e lo racconterò quando arriva. Voi, intanto, qual è stata la prima cosa che vi ha fatto sentire a casa in un posto nuovo? Scrivetemelo nei commenti al video: ne parliamo.
Quanto tempo ci vuole per sentirsi a casa in una nuova città?
Non c’è un numero valido per tutti. Le ricerche sul legame con i luoghi indicano la durata della residenza come il fattore più costante (Maria Lewicka, 2011), e anche le amicizie chiedono tempo: circa 50 ore per un’amicizia occasionale e più di 200 per una stretta, secondo Jeffrey A. Hall (2018).
Perché il bar sotto casa aiuta a “sentirsi a casa”?
Perché è un terzo luogo, come lo ha definito il sociologo Ray Oldenburg nel 1989: un posto pubblico, oltre la casa e il lavoro, dove ci si incontra in modo regolare e informale e si diventa un volto conosciuto. In Albania ci sono 547 bar e ristoranti ogni 100.000 abitanti (Eurostat e INSTAT, 2020).
Le conoscenze superficiali contano davvero?
Sì. In uno studio del 2014, Gillian Sandstrom ed Elizabeth Dunn hanno osservato che gli studenti si sentivano più felici e più parte del gruppo nei giorni in cui parlavano con più compagni di corso del solito. Anche un saluto al bar o dal giornalaio pesa sul benessere.
Quanti italiani vivono in Albania?
Secondo l’istituto di statistica albanese INSTAT, a fine 2025 gli italiani con un permesso di soggiorno in Albania erano 4.065, il 12,6% degli stranieri con permesso. Erano la seconda nazionalità dopo il Kosovo, su un totale di 32.163 stranieri, il 46,6% in più del 2024.
Chi vive all’estero si sente a casa?
Spesso sì, ma non sempre. Nell’indagine Expat Insider 2026 di InterNations, su quasi 8.000 persone in 31 paesi, il 61% dice di sentirsi a casa nel paese che lo ospita, mentre solo il 39% trova facile fare amicizia con le persone del posto.
Fonti
Consultate al 5 ottobre 2026.
- Maria Lewicka, «Place attachment: How far have we come in the last 40 years?», Journal of Environmental Psychology 31, 2011: la durata della residenza e l’attaccamento al luogo
- University of Kansas, «Study reveals number of hours it takes to make a friend», 6 marzo 2018: lo studio di Jeffrey A. Hall
- Jeffrey A. Hall, «How many hours does it take to make a friend?», Journal of Social and Personal Relationships, 2018
- Project for Public Spaces, «Ray Oldenburg»: i terzi luoghi di «The Great Good Place» (1989)
- Shqiptarja.com, 1° marzo 2023: bar e ristoranti ogni 100.000 abitanti, dati Eurostat e INSTAT del 2020
- Shqiptarja.com, 19 febbraio 2018: da dove viene il «record mondiale»
- Gillian M. Sandstrom ed Elizabeth W. Dunn, «Social Interactions and Well-Being: The Surprising Power of Weak Ties», Personality and Social Psychology Bulletin 40(7), 2014: i legami deboli
- CityLab, luglio 2013: gli «estranei familiari» di Stanley Milgram (1972)
- Forbes, Rebecca Ann Hughes, 24 luglio 2026: Expat Insider 2026 di InterNations
- Euronews, Dianne Apen-Sadler, 27 luglio 2026: Expat Insider 2026
- INSTAT, «Foreigners in Albania, 2025», 24 agosto 2026: stranieri e italiani con permesso di soggiorno
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