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Confindustria Albania

Il 16 giugno 2026, all’Hotel Tirana International, la comunità imprenditoriale italo-albanese ha celebrato il decennale di Confindustria Albania. Un giubileo che racconta dieci anni di scelte, presenza e fiducia tra le due sponde dell’Adriatico, e che guarda già al prossimo decennio.


In Sintesi

Confindustria Albania ha festeggiato dieci anni dalla fondazione (2016) con un’assemblea generale che ha riunito istituzioni, fondatori e nuove imprese del tessuto italo-albanese.
In un decennio l’Albania ha più che raddoppiato il proprio PIL nominale, passando da 11,5 a oltre 27 miliardi di dollari, con una crescita reale record per l’area balcanica.
L’Italia è oggi il primo partner commerciale dell’Albania. L’associazione rappresenta circa 200 imprese e funziona come ponte tra impresa e istituzioni sulle due sponde.
Il messaggio condiviso da relatori italiani e albanesi: superare la vecchia logica della delocalizzazione a basso costo e costruire una cooperazione strategica fondata su qualità, reputazione e visione di lungo periodo.
Con l’Albania avviata verso l’ingresso nell’Unione Europea, orizzonte stimato a cinque anni, il partenariato economico italo-albanese assume un valore ancora più centrale.

Ci sono anniversari che si limitano a contare gli anni, e anniversari che misurano le scelte. Quello che ho seguito il 16 giugno a Tirana, per il decennale di Confindustria Albania, appartiene alla seconda categoria.

AS • Confindustria Albania compie 10 anni: il ponte sull'Adriatico che è diventato strategia

Perché dieci anni, come ha ricordato il presidente Davide Rogai , non sono solo dieci anni: sono dieci anni di presenza e di fedeltà.

AS • Confindustria Albania compie 10 anni: il ponte sull'Adriatico che è diventato strategia

Nella stessa sala dove un decennio fa fu firmata la fondazione dell’associazione, si sono ritrovati i pionieri e le nuove generazioni di imprenditori, le istituzioni italiane e quelle albanesi.

Per lo spazio AltroStile dedicato al Ponte Italia-Albania, questo evento è molto più di una cerimonia: è la fotografia di come legame di amicizia tra popoli possa diventare, con pazienza e metodo, una vera strategia condivisa.


Dieci anni in cui l’Albania è cambiata: i numeri di una trasformazione

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L’Albania che ha accolto questo decennale non è quella di dieci anni fa. Lo ha spiegato con chiarezza il presidente Rogai, ripercorrendo le pietre miliari di un cammino sorprendente.

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Il PIL nominale del Paese è passato da circa 11,5 miliardi a oltre 27 miliardi di dollari, più che raddoppiando in un decennio, con una crescita reale stimata attorno al 30%, record dell’intera area.

Tirana è diventata il volto sfavillante di questa trasformazione, mentre lungo le coste si moltiplicano i cantieri e le infrastrutture: autostrade, strade a scorrimento veloce, una nuova linea ferroviaria che collegherà la costa alla capitale passando per l’aeroporto, anch’esso potenziato.

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Ma il dato più interessante è un altro: l’Albania ha ribaltato il vecchio modello di Paese di outsourcing a basso costo.

Oggi valorizza i talenti del digitale e le competenze linguistiche, ed è diventata attrattiva per investimenti e competenze nel mondo tech, ma non solo. Grazie a politiche nazionali e a progetti come il Tirana Tech Park, il messaggio che Rogai ha voluto lanciare è netto: il futuro dell’intelligenza artificiale e dell’economia che vi ruota attorno può abitare anche qui, dentro una trasformazione che tocca l’intero tessuto produttivo e non un solo settore.


Perché nasce una Confindustria all’estero: la forza del fare comunità

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Non è automatico che nasca una Confindustria in un Paese straniero. Serve una comunità di imprenditori italiani rilevante e, soprattutto, la volontà di costruire una struttura comune.

Rogai ha ricostruito questa genesi rendendo omaggio ai protagonisti: dalla territoriale Bari-BAT che fece da apripista, alla direttrice Gerta Bilali, definita il motore instancabile dell’organizzazione, fino ai past president che lo hanno preceduto.

«Confindustria è un’associazione nella quale nessuno vale più degli altri», ha detto Rogai. «È una comunità in cui il valore dell’insieme è sempre superiore alla somma delle singole parti.» È in questa frase che si riconosce lo spirito dell’intera giornata: la diversità di esperienze, settori e dimensioni come risorsa, non come ostacolo.

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Toccante l’intervento del past president Sergio Fontana, da pochi giorni insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro, la più alta onorificenza per un imprenditore italiano. «Noi non siamo divisi da un mare», ha ricordato, «siamo uniti dall’Adriatico.» Una frase che, da sola, vale come manifesto del Ponte Italia-Albania.


Dalla amicizia alla strategia: la visione dell’Ambasciatore Marco Alberti

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Un passaggio denso, sul piano della visione, è arrivato dall’Ambasciatore d’Italia a Tirana, Marco Alberti. Il suo punto di partenza è stato quasi una provocazione: si parlava molto di amicizia tra i due Paesi, e troppo poco di strategia. «L’amicizia è un vettore che deve sviluppare la strategia», ha spiegato. «Le imprese hanno bisogno di strategia, il Paese ha bisogno di strategia.»

Da qui la scelta di costruire un accordo di cooperazione strategica tra i due governi, capace di selezionare settori prioritari: dalla sanità, con un progetto sull’ospedale Pio XI, all’industria della difesa, dove un accordo nel settore della cantieristica varrebbe da solo una cifra paragonabile a quasi metà di tutti gli investimenti italiani in Albania degli ultimi venticinque anni.

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Alberti ha insistito su tre parole chiave: scelta, reputazione, qualità. «In dieci anni Confindustria ha fatto le cose che ha detto», ha osservato, indicando in questo la costruzione di una reputazione solida. E ha chiuso con un augurio che è anche un metodo: smettere di chiedersi “perché?” e cominciare a chiedersi “perché no?”.


La voce delle istituzioni albanesi: un partner, non solo un mercato

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La caratura dell’evento si è misurata anche nella presenza e nelle parole delle istituzioni albanesi. La Vicepremier, Albana Koçiuha, ha definito il decennale non come l’anniversario di un’organizzazione, ma come il decennio di una collaborazione fatta di fiducia e investimenti concreti.

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Il punto politico più rilevante è stato il riconoscimento di un cambio di paradigma: l’Albania di oggi non compete più soltanto sul costo, ma sul proprio posizionamento strategico, sulla vicinanza ai mercati europei, su una nuova generazione di professionisti che conoscono lingua e cultura italiane.

L’invito rivolto alle imprese italiane è stato quello di non guardare all’Albania solo come a un mercato vicino, ma come a un luogo dove produrre, sviluppare idee e costruire progetti di lungo periodo.

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In questa cornice, l’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea, orizzonte indicato attorno ai cinque anni, non è uno slogan, ma una direttrice che orienta riforme legislative e finanziamenti.

E il messaggio istituzionale del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, letto in sala, ha confermato la cornice: Italia primo partner commerciale, relazione speciale, sostegno convinto all’integrazione europea dei Balcani occidentali.


Il futuro del Ponte: territorio, Balcani e prossimo decennio

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Cosa portare ancora, dopo dieci anni? La risposta di Confindustria Albania guarda al territorio e oltre i confini nazionali. La visione è quella di una decentralizzazione dalla capitale verso le città del nord e del sud, e di un’interazione crescente con i territori confinanti, lungo la direttrice Italia-Albania-Balcani.

È la stessa logica che racconto da tempo in AltroStile: l’Albania come porta d’accesso a un’intera regione, snodo del Corridoio VIII che connette l’Italia con l’Europa meridionale e i Balcani.

Un ponte che, come ha ricordato la Vicepremier, è ormai costruito: il compito del prossimo decennio è renderlo più largo, più solido, più aperto a idee, investimenti e opportunità per i cittadini delle due sponde.


Le voci del decennale: chi ha dato anima a questa giornata

AS • Confindustria Albania compie 10 anni: il ponte sull'Adriatico che è diventato strategia

A tenere le fila di una giornata così densa è stata l‘Avvocato Fabiola Ismaili, che ha condotto l’assemblea con eleganza e misura, accompagnando il pubblico da un intervento all’altro e sapendo, quando serviva, strappare un sorriso ai relatori.

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Tra gli interventi c’è stato anche quello dell’Onorevole Milva Ekonomi, co-presidente della Commissione parlamentare per l’economia, che ha avuto il coraggio di raccontare i dubbi degli inizi. «Era pronta l’Albania ad accettare una Confindustria Italia?», si è chiesta, ricordando le perplessità di dieci anni fa: un’associazione che in Italia rappresenta l’eccellenza industriale, e un’economia albanese ancora da preparare a quel modello.

Oggi la risposta la dà la storia stessa di questi dieci anni. Ed è sì.

Ekonomi ha aggiunto un riconoscimento che vale più di molte statistiche: le imprese italiane sono state, e sono, i mentor del business albanese sul territorio. «Vi ringrazio di festeggiare con la mente aperta e con il cuore aperto», ha concluso, certa che il prossimo decennio avrà lo stesso spirito di vicinanza.

Il Presidente di Confindustria Est Europa, Patrizio Dei Tos, Presidente del Gruppo Labor Legno, con lunga esperienza nei Balcani, ha portato il suo saluto in videomessaggio, ricordando la grande rete in cui Confindustria Albania opera, dalla Bulgaria alla Polonia, dalla Serbia alla Romania.

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Un momento concreto, e non solo celebrativo, è stata la presentazione della Guida Paese 2026, realizzata con il contributo dello Studio Tonucci & Partners.

Giunta al decimo anno di pubblicazione, la guida è ormai uno strumento di riferimento per gli imprenditori che vogliono internazionalizzare verso l’Albania con informazioni affidabili e concrete: un lavoro che la stessa Vicepremier ha definito un contributo prezioso, ricordando però che la testimonianza più convincente resta sempre l’esperienza diretta di chi ha già investito nel Paese.

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E poi i fondatori, i primi mattoni di questa casa comune. Chi ha ricordato di essere arrivato in Albania nel 1993, tra le prime joint venture; l’imprenditrice Maria Cristina Busi Ferruzzi, fiera «di aver trascinato la mia famiglia in questo meraviglioso Paese»;

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e l’Avvocato Mario Tonucci, qui dal 1995, testimone di un Paese cresciuto fino a diventare tecnologicamente avanzato e in continua ascesa. Ognuno di loro, con poche parole, ha consegnato un pezzo di memoria collettiva.

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Ci resta, di questa giornata, la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre l’economia. Perché dietro ogni traguardo ci sono persone, dietro ogni istituzione ci sono visioni, e dietro questa storia c’è un’idea semplice e potente: che due Paesi affacciati sullo stesso mare possano scegliere, ogni giorno, di costruire insieme. È esattamente ciò che, su AltroStile, continueremo a raccontare.

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FAQ

Che cos’è Confindustria Albania?

Confindustria Albania è l’associazione che rappresenta gli imprenditori italiani e italo-albanesi operanti in Albania. Fondata nel 2016 a Tirana, fa parte della federazione Confindustria Est Europa e funge da ponte tra il mondo dell’impresa e le istituzioni delle due sponde dell’Adriatico, rappresentando circa 200 aziende.


Perché il decennale di Confindustria Albania è importante?

Perché testimonia dieci anni di consolidamento delle relazioni economiche tra Italia e Albania, in un periodo in cui il PIL albanese è più che raddoppiato e l’Italia si è affermata come primo partner commerciale del Paese. Il decennale segna anche il passaggio da una logica di amicizia a una di cooperazione strategica strutturata.


Qual è il ruolo dell’Italia nell’economia albanese?

L’Italia è il primo partner commerciale dell’Albania. Le imprese italiane sono presenti nei settori dell’industria, dell’energia, delle infrastrutture, dei servizi e della manifattura, contribuendo alla creazione di occupazione, al trasferimento di competenze e alla diffusione dell’innovazione.


Come incide l’ingresso dell’Albania nell’UE sul rapporto con l’Italia?

Il percorso di integrazione europea dell’Albania, stimato in un orizzonte di circa cinque anni, sta accelerando riforme legislative e l’utilizzo di finanziamenti comunitari. Per le imprese italiane rappresenta un’opportunità di partenariato più avanzato, fondato su produzione, tecnologia, innovazione, energia, infrastrutture e formazione.


Cos’è la direttrice Italia-Albania-Balcani?

È la visione strategica secondo cui l’Albania non è solo un mercato vicino all’Italia, ma uno snodo verso l’intera regione balcanica. Si lega al rilancio del Corridoio Otto, l’asse di trasporto che connette l’Italia con i Balcani e l’Europa meridionale, di cui l’Albania è porta d’accesso naturale.

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Patrizia Landini
Patrizia Landini è Giornalista di salute bioevolutiva, prevenzione e longevità. Fondatrice e direttrice di AltroStile.net, testata giornalistica registrata (Tribunale di Vicenza, n. 01/2023). Creatrice e conduttrice di Equilibri Umani – Conversazioni per un Nuovo Benessere (2 stagioni, 80 episodi), in onda su ANITA TV e AltroStile.net. Life Coach Neurorelazionale e Nutrizionale (SIAF L.4/2013) e autrice de Il Codice del Benessere Quotidiano (Amazon). Da oltre 25 anni si occupa di salute bioevolutiva, medicina integrativa, prevenzione, nutrizione e comunicazione digitale.
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