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Grande Barriera Corallina: la moria di coralli più grave mai registrata

Grande Barriera Corallina

La Grande Barriera Corallina, il più vasto sistema corallino del pianeta e Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sta vivendo una delle crisi più drammatiche della sua storia recente.

La Grande barriera Corallina australiana

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La Grande Barriera Corallina, patrimonio naturale di inestimabile valore situato al largo delle coste australiane, sta affrontando una delle crisi ecologiche più gravi della sua storia.

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Le recenti rilevazioni scientifiche indicano che nel 2025 la copertura di coralli vivi ha subito un declino senza precedenti, segnando la perdita più consistente mai documentata nei quarant’anni di monitoraggio continuo.

Un calo senza precedenti: dati che scuotono la comunità scientifica

Grande Barriera Corallina

Il report dell’Australian Institute of Marine Science (AIMS) indica che quasi la metà delle sezioni monitorate della barriera ha perso una porzione significativa di coralli, pari al 48% in media.

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Le variazioni non sono uniformi: nel settore meridionale, molto colpito, il calo ha raggiunto picchi del 32%, mentre nel settore settentrionale il declino si attesta intorno al 25%. La parte centrale, parzialmente più resiliente, ha subito una diminuzione più contenuta del 14%.

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Tra i fenomeni più preoccupanti, l’area intorno a Lizard Island ha visto quasi il 71% della copertura corallina scomparire, un segnale di emergenza grave per la biodiversità locale.

Cause principali: sbiancamento di massa e condizioni ambientali estreme

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La crisi è dovuta principalmente a eventi di sbiancamento di massa, che si verificano quando l’aumento delle temperature marine fa espellere ai coralli le alghe simbionti da cui dipendono per nutrimento e colore, lasciandoli vulnerabili e deboli.

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Il 2025 ha fatto registrare temperature dell’acqua record, con picchi di 1-2,5°C oltre la media storica, sfociati in eventi di sbiancamento massiccio.

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Ad aggiungere pressione sono stati due cicloni tropicali che hanno colpito la barriera tra fine 2023 e inizio 2024, le inondazioni di acqua dolce, che alterano la salinità marina, e la diffusione predatoria intensificata della stella marina corona di spine, che devasta estese porzioni di corallo.

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Impatto su ecosistemi e comunità

I coralli non sono soltanto opere d’arte della natura, ma creano habitat per oltre 1.500 specie di pesci e migliaia di altre forme di vita marina. Il loro declino mette a rischio l’intera rete ecologica, con ripercussioni anche sulle economie locali.

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La Grande Barriera corallina contribuisce con oltre 6 miliardi di dollari australiani l’anno all’economia nazionale e garantisce più di 60.000 posti di lavoro.

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La pesca, il turismo e la cultura delle comunità aborigene australiane sono profondamente intrecciati con la salute della barriera corallina, rendendo la crisi un problema sociale oltre che ambientale.

Verso la rigenerazione e la protezione: le strategie in campo

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Non tutto è perduto. Alcune aree della barriera mostrano segnali di ripresa grazie a condizioni più favorevoli e a interventi mirati. Ricercatori e ambientalisti stanno sviluppando tecniche di rigenerazione, tra cui il trapianto di coralli resilienti al calore e progetti di riduzione dell’impatto umano attraverso una gestione più sostenibile della pesca e del turismo.

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Parallelamente, la comunità internazionale viene chiamata a un impegno netto per contenere le emissioni di gas serra, unico modo concreto per stabilizzare le temperature oceaniche e dare un futuro reale alla barriera.

Un monito globale

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La Grande Barriera Corallina è l’emblema della fragilità degli ecosistemi marini e del legame indissolubile tra natura e civiltà. La sua crisi ci ricorda che la salute del pianeta dipende da scelte immediate e coraggiose. Proteggere la barriera significa proteggere la vita sotto il mare e, in ultima analisi, la nostra stessa sopravvivenza.

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La crisi della Grande Barriera Corallina del 2025 è un monito chiaro e urgente: dalla salute degli ecosistemi marini dipende la nostra stessa sopravvivenza. La domanda è quanto saremo pronti a cambiare oggi per salvare il mondo di domani.

Fonti: Australian Institute of Marine Science 2025, Greenpeace Australia.

AltroStile • Grande Barriera Corallina: la moria di coralli più grave mai registrata
Articolo a cura di:

Patrizia Landini

Giornalista di Salute e Benessere

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