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Equilibri Umani di Patrizia Landini

Ogni mercoledì alle 18:30,  in diretta con voi per parlare di
Alimentazione, Benessere, Medicina tradizionale e complementare.
In studio, Ospiti di Settore.
Direzione Tecnica e Artistica di Alessandro Castagna

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Digiuno intermittente

Digiuno intermittente; le ragioni per cui non è una pratica per tutti, esistono. Solo che quasi nessuno racconta quelle giuste.

Il Digiuno intermittente: cosa devi sapere in sintesi

  • Chi ha una storia di disturbo del comportamento alimentare non dovrebbe intraprendere protocolli di digiuno. Il numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari è 800 180 969, gratuito e anonimo.
  • Il segnale più affidabile che una pratica non sta funzionando non è il peso, è come si sta nelle ore che seguono.
  • Il falso allarme cardiovascolare: La notizia di un “aumento del 91% del rischio di morte” deriva da un abstract congressuale preliminare (non revisionato), basato su questionari mnemonici imprecisi. Non è un dato clinico valido.
  • Nessuna superiorità metabolica: le revisioni scientifiche confermano che il digiuno intermittente non fa dimagrire di più rispetto a una normale restrizione calorica. Il suo unico vantaggio è la semplificazione pratica per alcune persone.
  • Le controindicazioni: questa pratica è dannosa per chi soffre di insonnia, per chi ha un alto carico di stress (ipercortisolemia) e per chi ha (o ha avuto) un rapporto conflittuale con il cibo.
  • Il fattore età: negli over 65, restringere la finestra alimentare aumenta il rischio di non assumere abbastanza proteine, favorendo la pericolosa perdita di massa muscolare (sarcopenia).

Negli ultimi anni, il digiuno intermittente è stato elevato a panacea di tutti i mali.
Oggi, migliaia di persone saltano la colazione sentendosi stanche, irritabili e con la nebbia cognitiva, convinte che questo malessere sia solo un “adattamento” necessario per raggiungere la longevità.

Il Digiuno intermittente: cosa devi sapere in sintesi

Come spesso accade nel mondo del benessere, la narrazione si è polarizzata. Da un lato i guru che lo consigliano a chiunque; dall’altro, titoli di giornale allarmistici che lo dipingono come una pratica letale.

In AltroStile, analizziamo la salute attraverso la lente della biologia e del pragmatismo. Le ragioni per evitare il digiuno intermittente esistono e sono molto serie.

Il terrorismo mediatico: la verità sul +91% di rischio cardiovascolare

Il terrorismo mediatico: la verità sul +91% di rischio cardiovascolare, Digiuno intermittente

Se avete cercato informazioni di recente, vi sarete imbattuti in un titolo inquietante: “Il digiuno intermittente aumenta il rischio di morte cardiovascolare del 91%”.
Un numero che spaventa, ma che metodologicamente è privo di solidità.

Questo dato non proviene da uno studio clinico rigoroso, ma dall’abstract P192 presentato al congresso dell’American Heart Association nel 2024. Si tratta di un’analisi preliminare (non sottoposta a revisione tra pari) basata su dati NHANES. In pratica: i ricercatori hanno chiesto alle persone di ricordare cosa e a che ora avessero mangiato anni prima.
Un gruppo internazionale di biologi e metodologi ha pubblicamente contestato l’impianto di questo studio. Confondere un’associazione statistica debole con un rapporto di causa-effetto è un errore giornalistico, non una prova scientifica.

Non dovete smettere di digiunare per paura di questo titolo. Dovete smettere (o non iniziare) se la vostra biologia attuale non è in grado di sostenerlo.

Cosa dice la scienza sull’efficacia del digiuno?

Cosa dice la scienza sull'efficacia del digiuno?, Digiuno intermittente

Prima di analizzare i rischi, è fondamentale azzerare le false promesse.
L’ultima revisione Cochrane (il gold standard della ricerca medica), pubblicata nel 2026, è tranchant: il digiuno intermittente produce una perdita di peso paragonabile a quella ottenuta con la classica restrizione calorica.

Non esiste alcuna “magia” metabolica superiore. Il digiuno funziona per un solo motivo: restringendo le ore in cui si può mangiare, la maggior parte delle persone finisce per introdurre meno calorie in modo automatico. È una semplificazione organizzativa.

A chi NON conviene il digiuno? Le 4 controindicazioni bioevolutive

Il digiuno è, per definizione biologica, uno stressore. Come l’allenamento fisico o l’esposizione al freddo, innesca il principio dell’ormesi: uno stress calcolato che spinge il corpo a rinforzarsi.
Ma l’ormesi funziona solo su un organismo che ha energia per recuperare. Applicare stress a un sistema nervoso già esaurito non genera adattamento. Genera un crollo.

Ecco a chi questa pratica fa realmente male.

1. Chi ha un sonno compromesso (L’asse del Cortisolo)

1. Chi ha un sonno compromesso (L'asse del Cortisolo), Digiuno intermittente

Questa è la controindicazione più ignorata in assoluto. Sonno e digestione sono regolati dallo stesso orologio circadiano.
Andare a letto affamati, o saltare la colazione quando si è esausti, invia un segnale di allarme al cervello. L’organismo, percependo la carenza di cibo come una minaccia, pompa cortisolo e adrenalina nel sangue.
Il risultato? Il sistema nervoso simpatico si attiva, l’HRV (variabilità cardiaca) crolla e il sonno profondo diventa impossibile. Se soffrite di insonnia, dovete sistemare il riposo prima di manipolare gli orari dei pasti.

2. Chi vive in stato di sovraccarico allostatico (Stress cronico)

2. Chi vive in stato di sovraccarico allostatico (Stress cronico), Digiuno intermittente

Se state affrontando un periodo di pressione lavorativa estrema, un lutto, una separazione o se assistete un familiare malato, le vostre ghiandole surrenali stanno già lavorando al massimo.
Il vostro corpo sta utilizzando tutte le risorse disponibili per mantenervi in equilibrio. Aggiungere la privazione di cibo (un ulteriore stress di sopravvivenza) a un sistema già saturo porta direttamente all’esaurimento psicofisico e al blocco metabolico.

3. Chi ha una storia di disturbi del comportamento alimentare

3. Chi ha una storia di disturbi del comportamento alimentare, Digiuno intermittente

Su questo punto la scienza non ammette deroghe. Un protocollo che divide la giornata in rigide finestre temporali (“ore consentite” e “ore vietate”) è, a tutti gli effetti, una forma di restrizione.
Per chi ha sofferto di anoressia, bulimiaBinge Eating (alimentazione incontrollata), questa rigidità riattiva i meccanismi neurologici del disturbo. La restrizione prolungata durante il giorno sfocia quasi matematicamente nell’abbuffata serale, mascherata da “finestra alimentare”.

(Il numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari è 800 180 969, gratuito e anonimo).

4. Chi ha superato i 65 anni (Il rischio Sarcopenia)

4. Chi ha superato i 65 anni (Il rischio Sarcopenia)

Con l’avanzare dell’età, la priorità medica si sposta dalla perdita di grasso al mantenimento della massa muscolare. Raggiungere la quota proteica giornaliera necessaria (spesso superiore a 1,2g per chilo corporeo negli over 65) concentrando i pasti in sole sei o otto ore è fisicamente molto difficile.
La carenza cronica di proteine porta alla sarcopenia: la perdita di muscolo che causa fragilità, cadute e perdita di autosufficienza.

Il segnale che non sta funzionando

Il corpo comunica in modo inequivocabile. Non valutate l’efficacia del digiuno guardando l’ago della bilancia. Valutatelo ascoltando il vostro sistema nervoso.

Il segnale che non sta funzionando, Digiuno intermittente

Se dopo due settimane di prova siete diventati irritabili, la vostra concentrazione lavorativa è crollata, il ciclo mestruale si è alterato o avete smesso di uscire a cena con gli amici per non “rompere la finestra”, il vostro corpo vi sta chiedendo di fermarvi.
Non si tratta di una mancanza di volontà. Si tratta di un’intelligenza biologica che vi avverte: in questo preciso momento della vostra vita, questa pratica costa più di quello che rende. Ascoltatevi.

FAQ: Domande Frequenti sul Digiuno Intermittente

Il digiuno intermittente fa dimagrire più velocemente?

No. La letteratura medica (inclusa la revisione Cochrane 2026) conferma che la perdita di peso è determinata dal deficit calorico totale, non dall’orario in cui si mangia. La velocità di dimagrimento è identica a quella di una dieta tradizionale ben bilanciata.

Posso bere caffè o tisane durante le ore di digiuno?

Sì, acqua, caffè nero, tè e tisane non zuccherate (senza latte o dolcificanti) non interrompono lo stato di digiuno metabolico, in quanto non innescano una risposta insulinica.

Il digiuno intermittente è sicuro in menopausa?

Le fluttuazioni ormonali della menopausa rendono l’organismo più sensibile allo stress. Un digiuno troppo rigido può esacerbare le vampate di calore e l’irritabilità aumentando i livelli di cortisolo. È preferibile un digiuno circadiano naturale (12 ore notturne, es. dalle 20:00 alle 08:00).

Ci sono patologie per cui il digiuno è vietato?

Assolutamente sì. È controindicato in gravidanza, allattamento, età pediatrica, e richiede stretta supervisione medica in caso di diabete (rischio di ipoglicemia con i farmaci), patologie epatiche, renali o durante terapie oncologiche.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono una diagnosi, una prescrizione né un piano alimentare, e non sostituiscono il parere di un medico o di un nutrizionista. Prima di modificare in modo significativo la propria alimentazione, e in presenza di patologie o terapie in corso, è indispensabile confrontarsi con il proprio medico curante. Patrizia Landini è giornalista e Life Coach Neurorelazionale e Nutrizionale (Iscritta Siaf, L. 4/2013), non un medico.

Se il rapporto con il cibo è fonte di sofferenza, il numero verde nazionale SOS Disturbi Alimentari 800 180 969 offre ascolto e orientamento in forma gratuita e anonima, dal lunedì al venerdì. È un servizio promosso dall’Istituto Superiore di Sanità e gestito dai centri specializzati della USL Umbria 1.

Fonti

    La nostra TV che da sempre è la nostra finestra sul mondo della crescita evolutistica dell’umanità.

    La nostra TV che da sempre è la nostra finestra sul mondo della crescita evolutistica dell’umanità.
    Dal 2011 Partner Ufficiale di YouTube, seguirà costantemente il nostro lavoro di divulgazione e supporto delle buone pratiche